Rimini 2012: L’U16F si classifica al 5° Posto

 

Olimpia Po.Li.Ri: Di Cencio C. (K), Costa E., Sacco F., Filippini E., Modica V., Paoletti E., Bertelli A., Giusti B., Losso A., Taccetti S. (L), Calbi S. (L).

1°All.: Mitti.

2°All.: Rafanelli.

3°All.: Raffa.

 

E si è concluso quest’oggi, primo giorno di luglio, l’avventura sulla costa romagnola dell’under 16 femminile guidata, per l’intera stagione, da Carlo Maria Mitti e Marco Rafanelli. A Rimini c’è stata anche la partecipazione eccezionale di Giacomo Raffa, già allenatore dell’under 15 e dell’under 18/Terza Divisione.
Giovedì, come di consueto, affari burocratici risolti dai dirigenti partiti in mattinata e sorteggio dei gironi. La compagine gigliata dovrà affrontare due squadre di Torino venerdì, una squadra di Modena sabato mattina, quarti finale nel pomeriggio, semifinale la sera ed eventuale finale, come sempre, la domenica mattina.
Partenza, venerdì mattina, contro la squadra di Settimo Torinese. Vittoria sudata, almeno all’inizio. Dopo aver perso il primo parziale sul filo del rasoio, escono alla ribalta le due bande Modica e Filippini, con l’eccezionale partecipazione della centrale, nonché capitana, Di Cencio. Non c’è più stata storia: il secondo set vinto 25 a 15, nell’ultimo parziale le piemontesi non hanno visto palla perdendo 15 a 2. Nel pomeriggio altra partita al cardiopalma il Villa Volley Villastellone di Torino, contro una squadra nettamente alla portata delle atlete azzurre. Vinto 2 a 0 soffrendo, sempre sul filo del rasoio. Ma è la sera che inizia a preoccupare gli allenatori. La giovane Modica soffre di disturbi gastro-intestinali, portandoseli anche alla mattina dopo, la grinta, però, è immutata. Difatti la squadra si va a giocare il primo posto del girone contro il Soliera Volley di Modena. Succede l’incredibile. Tutte le ragazze di Firenze giocano la partita della vita. Una partita giocata a intensità pazzesca, vinta 2 a 0 contro una compagine modenese che ha notevoli individualità e un allenatore che sa il fatto suo. Modica e Filippini da posto 4 fanno i morti, con Calbi fuori uso a causa di un ginocchio grosso come un pallone, Taccetti e Paoletti non lasciano cadere nemmeno una briciola. Giusti prova e riesce in tutto, muro e attacchi, tutto perfetto, la stessa cosa succede a Losso quando preleva l’opposta rimasta senza fiato. Costa subisce notevolmente il caldo, ma riesce a gestire al meglio le proprie attaccanti, Sacco entra nei momenti decisivi, contribuendo alla rimonta della propria squadra nel finale del secondo parziale, fino alla vittoria finale. Le due centrali, Di Cencio e Bertelli, hanno purtroppo vissuto una partita nelle retrovie, determinanti, comunque vada, dalla linea dei 9 metri. Purtroppo, dopo una partita eccezionale come questa, nessuno si aspettava di poter perdere 2 a 0 nei quarti di finale contro il VGM Gialla di Modena. Una partita non giocata. L’unica che è riuscita a mantenere un andamento costante, quasi crescente rispetto alla partita precedente, è stata Elettra Paoletti. Cresciuta soprattutto in attacco.
Un quinto posto che lascia molto amaro in bocca alle atlete, allo staff e ai tanti tifosi al seguito. Come al solito nomino le atlete che hanno contribuito a questo risultato e a rendere una stagione indimenticabile.
Chiara Di Cencio (K) – divenuta capitana dopo il cambio di ruolo di Calbi (diventata libero). Ha sempre mantenuto il rendimento costante, ad altissimi livelli. Dare il pallone a lei equivaleva a punto quasi certo, raramente veniva difeso. Determinante anche quando i palloni attaccabili erano esigui. Peccato per quel quarto di finale.
Erica Costa – prestazioni altalenanti per la giovane palleggiatrice. Alcuni cali mentali dovuti soprattutto all’incredibile caldo non le hanno permesso di giocare un torneo da protagonista. Nonostante questo, ricordo che senza di lei le attaccanti farebbero poco o nulla.
Francesca Sacco – partita come secondo palleggiatore si è ritrovata a risolvere la partita più importante della prima fase del torneo. Entrata in un momento cruciale del secondo parziale contro il Soliera Volley ha dato man forte alle proprie attaccanti per permettere loro di mettere palla a terra. Peccato per quel quarto di finale.
Elisa Filippini – splendide prestazioni, a parte il quarto di finale. Solida in difesa e ricezione, in attacco deve solamente credere nei propri mezzi. A tratti inarrestabile, in altri momenti sbagliona. Il suo principale difetto: non credere in se stessa.
Valentina Modica – la banda più giovane, ma anche la più efficace. Impressionanti i miglioramenti in ricezione e in difesa. Nonostante spesso sembrasse avere i piedi murati a terra, messa sotto rete è inarrestabile.
Elettra Paoletti – se tutte le ragazze avessero avuto l’aggressività e la combattività della numero 12, probabilmente la squadra under 16 avrebbe vinto il trofeo. Incontenibile, sempre pronta a entrare in qualunque situazione, a qualunque punteggio, sempre pronta a dare il massimo. Unica costante durante il torneo appena concluso, la migliore in campo nel quarto di finale. Da premiare per la presenza e la rinuncia che ha dovuto affrontare per esserci. LEGGENDARIA!!!
Alessia Bertelli – l’altezza la debilita oltremodo, ma la numero 4 si fa, per l’appunto, in 4 per dar filo da torcere alle avversarie … e ci riesce. L’unica partita che l’ha vista in sordina contro il Soliera, la squadra più forte affrontata, squadra contro cui le centrali hanno avuto pochi palloni giocabili, ma con quelli l’Ale ha fatto il proprio dovere. Impressionanti miglioramenti in fase di battuta.
Bianca Giusti – ho finito gli aggettivi per la Bia, un torneo eccezionale (tranne il quarto di finale). Le ho visto fare cose che nessuno, nemmeno lei, pensava che potesse fare … e lei le ha fatte con la semplicità di un’atleta a fine carriera, mentre ha solo 16 anni. Come la quasi totalità delle sue compagne è frenata dalla propria mentalità, dall’incertezza di riuscire, dalla paura di non farcela … poi ti fa una partita come quella di sabato mattina e l’unica cosa che l’allenatore può chiedersi è “perché?” … ai posteri l’ardua sentenza.
Anja Losso – raramente si è fatta trovare impreparata. Inesistente in ricezione, ma in attacco dà sicurezza, pochi errori in attacco ed un’efficienza sempre crescente. Come per le sue compagne con l’unico obiettivo di scordarsi di quel quarto di finale.
Sonia Taccetti – ha giocato tutte le partite da protagonista. Le prime a metà con l’altro libero, ma ben presto si è trovata da sola a ricoprire questo ruolo. Sempre in campo al posto dei centrali, sotto ogni pallone, risolvendo situazioni incredibili. Unico dispiacere quell’ultimo pallone del torneo che si è vista schizzare sulle braccia senza riuscire a controllare.
Sara Calbi – la seconda atleta più sfortunata del torneo di Rimini. C’era, ma si è fatta male dopo la seconda partita e ha dovuto saltare le partite più belle da giocare e da vivere. Chissà come sarebbe andata se in quel quarto di finale ci fosse stata col suo carisma e la sua voglia. Da premiare per la costanza, quando non poteva toccare pallone era comunque a fare elastici per tenersi in forma.
Melissa Forte – l’atleta più sfortunata del torneo. Per problemi fisici pregressi non ha potuto nemmeno partecipare alla spedizione sulla costa romagnola. Pronta a tornare, almeno mentalmente, purtroppo per lei il fisico non è molto d’accordo. Nonostante questo l’aspettiamo in palestra quanto prima.
Ci tengo a fare i complimenti alla squadra under 13 allenata da Patrizia Lapi e Marco Filippini per i grandissimi risultati: unica squadra Olimpia a giocarsi la Finale di domenica mattina.
Tanto per finire, ultimo articolo della stagione per quanto mi riguarda, ci tengo a ringraziare la Società che mi accorda la fiducia per poter allenare e, soprattutto, Carlo Maria Mitti che mi ha scelto per aiutarlo in questa meravigliosa avventura che ha preso il nome di under 16. Inoltre ci tengo a ringraziare i genitori delle ragazze che hanno sempre sostenuto le proprie figlie e le loro compagne di squadra, rendendo indimenticabili questi quattro giorni sulla riviera romagnola. Alla fine di questa esperienza ci tengo a nominare anche Giacomo Raffa, la cui utilità, nonostante ciò che io dica, è stata immensa. Ha aiutato i due allenatori a sostenere le atlete in tutti i loro complessi. Unico deficit: non portare niente. All’entrata nella palestra i due allenatori caricati come muli con computer, palloni, portaborracce e borsa medica … i’Raffa solamente con il proprio marsupio.
Credo d’aver detto tutto … questo è l’ultimo articolo che scriverò questa stagione sportiva, però ricordatevi sempre ciò che diceva quel sommo poeta di nome Freddie Mercury: “The show must go on” … tornerò a settembre a inondarvi di notizie e racconti delle partite, nel frattempo … BUONE VACANZE!!!

 

Marco Rafanelli

 

 

Un grosso ringraziamento è doveroso anche nei confronti di Marco Rafanelli. Sempre presente, sempre attivo, sempre pronto a fare tutto il necessario se non di più per questa squadra. Il secondo allenatore che tutti vorrebbero, atlete e allenatori. Centinaia di articoli, centinaia di telefonate ed sms. Non si è perso una partita, un allenamento, una riunione, rivestendo un ruolo fondamentale nella crescita tecnica e mentale di queste ragazze. E siccome chi scrive gli articoli non può elogiarsi nè menzionarsi, per questa volta ci penso io. GRAZIE MARCO!

Carlo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.