1DF: Olimpia PoLiRi – Pol.Remo Masi 2/3

Parziali: 25-23, 25-15, 17-25, 20-25, 9-15.

 

Olimpia Po.Li.Ri: Ponzalli(K), Ruvolo(14), Bartoli(14), Mula, Palaia(5), Mancini, Pratesi(5), Vagniluca(12), Rubino(11), Modica(4), Galeotti, DiPede (L).

1°All.: Cavandoli

2°All.: Volpini

 

Giornata 20 di ritorno che vede l’Olimpia ospitare in casa la quasi capolista Remo Masi; quasi perché la bellissima prestazione della squadra di casa permette oggi al Calenzano di volare a +5 sulla stessa Rufina, mettendo ormai in chiaro, salvo incredibili ribaltamenti di fronte, quello che sarà l’ordine di arrivo almeno per quanto riguarda le prime posizioni. Ma questa è un’altra storia, che non ci deve interessare più del dovere di cronaca. L’attenzione invece, insieme agli occhi e al cuore, va a concentrarsi su un match che ha regalato tante emozioni a tutto il settore azzurro: dal campo alla panchina, dalla panchina alla tribuna; il rettangolo di gioco sembrava più grande di quei 162 m2 andando ad allargarsi e a coinvolgere chi voleva crederci, chi voleva tifarci e spingerci verso un risultato oggettivamente incredibile. Partenza con Palaia in palleggio, Rubino opposta, Vagniluca-Pratesi in posto 4, Bartoli-Ruvolo al centro, libero DiPede. L’inizio è da space shuttle; Remo Masi fa fatica in ricezione, fa fatica a mettere palla a terra e fa fatica a fermare QUESTA Olimpia che se all’andata aveva interpretato il ruolo del pugile suonato, al ritorno gira la ruota e l’intera compagine di Rufina, costretta a cedere punti e terreno ad ogni azione. La tensione agonistica è sopra le stelle, dal primo al 25° punto; belle, unite e cattive le giovani Olimpia strappano con onore e merito un gran primo set annientando il tentativo di rimonta delle ospiti. Buono l’ingresso di Mancini in prima linea. A dettare legge è la leggerezza e l’atteggiamento di chi non ha niente da perdere ma ha voglia di divertirsi e divertire giocando una bella pallavolo. Secondo set che, va detto subito, sarà ancora più bello del primo; stessa formazione per andare a contrastare l’ipotizzabile furia di Rufina. In realtà l’efficacia in battuta (57% di efficienza con 11 ace all’attivo) mette subito le cose in chiaro: chi comanda oggi è l’Olimpia, che strappa break dopo break un vantaggio notevole. Dati incredibili in ricezione; un plauso a Pratesi, Vagniluca e alla specialista DiPede, che insieme mettono insieme un 69% da top player, subendo solamente 6 ace. Viaggia anche la difesa con un buon 78%, coadiuvata da un Muro degno di nota: 46% positivo con 10% muro punto; i dati dell’andata non sono nemmeno paragonabili. I palleggiatori si mantengono in linea con la propria squadra: brave nelle scelte di distribuzione, utilizzano a pieno i due centrali “sbomberelli” per l’occasione; peccano di qualche doppia di troppo, ma in generale la regia regge il ritmo e la velocità. Tutte insieme, da squadra vera, le ragazze azzurre mettono Remo Masi all’angolo, schiacciandole con un 25-15 da paura, in cui riesce a fare punto anche il libero. Si apre quindi il terzo set; da subito si nota un cambiamento in entrambe le formazioni, non collegabile al referto. La sensazione è quella di un calo fisiologico da parte delle padrone di casa e di una sveglia collettiva dall’altra parte della rete; calano le percentuali, soprattutto in battuta, mentre Remo Masi prende le misure e inizia a delineare un altro progetto di costruzione: non soffrono più la battuta lunga-corta, cambiano la distribuzione ricordandosi che esistono anche i centrali e palla dopo palla prendono sempre più coraggio. Nonostante i cambi con Modica, Mancini e Galeotti, l’Olimpia per ora non ce la fa a resistere e cede 17 -25. Si va al quarto (con Modica al posto di Rubino e Mancini che entra in corsa su Palaia), consapevoli di aver raggiunto il valore soglia: da ora “tutto o niente”. Non è un caso che tra noi e Rufina ci siano 20 punti di differenza registrati in classifica; l’esperienza ha il suo peso e la stanchezza gioca a volte brutti scherzi. La “spremuta di Olimpia” comincia a perdere le vitamine, insieme all’efficienza; i laterali fanno fatica a mettere palla a terra (22%) e di conseguenza gli scambi si fanno lunghi e combattuti. Anche se con fatica, alla fine la palla torna sempre nelle mani di Rufina. E in quelle stesse mani arriva anche il quarto set, con un perentorio 20-25. 2-2 e palla poco al centro, ma spostata nel campo sbagliato. Infatti, già dall’inizio (con Rubino che rientra su Modica), Remo Masi continua la scia positiva imponendo break che nel quinto, cortissimo set, si fanno immediatamente pesanti. Di là volano e non casca più neanche la polvere. Qualche errore di troppo contribuisce a consegnare due punti+vittoria alle ospiti, che chiudono il conto 9-15. Tirando le somme si può dire che siamo state, ancora una volta, B-R-A-V-E. Da applausi scroscianti i primi due set, da pacca sulla spalla gli ultimi due e mezzo. Pacca sulla spalla perché in fondo, più di così sarebbe stato difficile fare; più di così sarebbe stato un miracolo o un’impresa, ma nessuno tra noi è né santo né eroe: piuttosto è un’atleta, che deve saper riconoscere la differenza tra limite e insuccesso e vedere lì la vera vittoria; quella vittoria che è anche il girarsi e trovarsi faccia a faccia con tutta la panchina, con solo una riga a dividere il dentro dal fuori; quella vittoria che è di tutti, a prescindere dal risultato; quella vittoria che può solo chi mantiene la testa alta e va avanti, sempre e comunque. #ilsuccessoèottenereciòchevuoi #lafelicitàèquandotipiaceciòchehaiottenuto. Appuntamento a sabato prossimo, di nuovo al PalaRosai, di nuovo alle 18.00, contro la diretta concorrente gialloblu vestita della Sales…grazie ai tifosi e come sempre FORZA OLIMPIA!!!

 

Irene Merilli

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.