1DF: Olimpia Po.Li.Ri. – Euroripoli 1-3

Parziali: 18-25/ 20-25/ 25-20/ 23-25.

 

Olimpia Po.Li.Ri: Ponzalli(K)(7),Ruvolo(2),Bartoli (3), Mula(7), Palaia (4), Donadel (1), Pratesi (15), Vagniluca(?), Rubino(10), Galeotti (6), Castellani, Calbi (L), Di Pede (L).

1°All.: Cavandoli

2°All.: Volpini

 

Prima Divisione dell’Olimpia Po.Li.Ri. che disputa in casa l’ultima gara del girone d’andata, “affrontando” la compagine dell’Euroripoli. Euroripoli che schiera nella propria rosa solo il ricordo e qualche atleta del gruppo già incontrato per due anni consecutivi; cambio di allenatori, di giocatrici e di livello, che potevano farci sperare in una buona prestazione utile a muovere la classifica e gli animi; purtroppo sarà invece ben diverso il responso finale. Quarta sconfitta consecutiva quindi, che comincia a pesare “sulle pance” di chi a perdere non ci sta, e ancora meno ci sta a perdere male. Primo set che vede partire Palaia in palleggio, opposta Rubino, Pratesi-Galeotti in posto 4, Ruvolo-Ponzalli al centro, libero DiPede.Castellani entra nel giro dietro su Pratesi e Calbi preleva DiPede. Poco da dire, nel primo, come in tutto il resto della partita, si sommano troppi, tantissimi errori ad una marcata difficoltà nel “mettere palla a terra”…il punteggio parla chiaro, 18-25 e l’Euroripoli passa subito in vantaggio. Secondo parziale che ripresenta in campo la stessa formazione con Galeotti opposta, Vagniluca(poi Rubino) in posto 4 e Bartoli che preleva Ponzalli (che rientrerà su Ruvolo). Cambio palleggio in corsa con Donadel su Palaia. “Switch off” collettivo; buco nero dal quale non si riesce a uscire, mentre la compagine di Firenze sud ne approfitta e si porta a casa il primo punto sui tre disponibili. Terzo set che vede girare i centrali, con Bartoli-Mula al posto di Ruvolo-Ponzalli. Castellani gira dietro su Pratesi. Si accenna un cambiamento; meglio in tutto, quanto basta almeno per andare a strappare, con fatica, il parziale; un 25-20 che lascia spazio a qualche speranza….bruciata subito nel set successivo, dove, con la medesima formazione (tranne il centro con Ponzalli-Mula) l’Euroripoli si impone definitivamente 23 -25 e si porta a casa set e partita. Troppi errori in battuta (12= 13%), a muro (29 interventi di cui 12 errori punto, 4 punti e 12 +), scarsissima efficienza in attacco (24% # da posto 4 e 2, 22% dal centro); discreta rice (solito 40% + e #) e difesa (87% di tenute vive, anche se troppo basse). Meglio i palleggiatori, rispetto allo scorso sabato, sia nella distribuzione che nella precisione. Ma non ho molto da dire e non voglio dilungarmi sul commento a questa partita.

Non riuscivo, stavolta, a scrivere e ad analizzare il perché e il come; vuoto, zero, niente. Ho chiesto quindi aiuto alle mie compagne: ho chiesto loro un commento, un’impressione, un pensiero che potesse servire come stimolo per dare il via a quella reazione che non può e non deve coinvolgere il singolo, ma la squadra, quella vera. Beh, le parole che mi hanno scritto sono bellissime; provo a metterle tutte insieme e se dovessi tralasciare qualcosa sarei la prima a dispiacermene.
“Non lasciamo che siano solo parole, perché ormai le parole non servono più a molto. Basta parlare; è il momento di agire, di dimostrare, di smettere di pensare al fatto che siamo in un buco nero; dobbiamo concentrarci su quello che sappiamo fare e giocare tranquillamente, scegliere la via del sorriso. Niente può e deve in alcun modo scoraggiarci e dividerci, noi, quelle con i controcoglioni. Affinché tutto questo non sia solo un punto di partenza ma un punto di Ripartenza, per ritrovare leggerezza e coraggio nel nostro modo di giocare e di essere; il coraggio di aiutarsi l’una con l’altra, di mettere a disposizione dell’altra ciò che ho in più in quel momento, perché laddove una è in difficoltà le altre dovranno dividersi il carico di lavoro. Divertendoci, andare con grinta e cattiveria a recuperare quel pallone in più, quello che “non ce la faranno mai”. Nessuna di noi sa come andrà a finire; ognuna di noi però, con la stessa certezza, vi dirà che non è finita: ora è il momento di andare oltre tutto e tutti, aggrapparci a quel qualcosa che ci impedisca di smettere di lottare; ricordandoci sempre da dove siamo partite e come, INSIEME, siamo arrivate fin qui. Non abbiamo mai mollato, ci abbiamo sempre creduto, nei brutti momenti di questo percorso abbiamo sempre reagito da squadra vera, ognuno con i suoi centimetri e le sue pennellate di colore; oltre gli infortuni, le sconfitte, le difficoltà. Alla ricerca di quegli stimoli, di quella carica e determinazione che solo la vera passione può regalare; fuori rosa egoismo e superficialità, per scrollarci dalle spalle questa benedetta paura di vincere combattendo con le unghie e con i denti. Perché ciò che non ti uccide ti può solo rendere più forte. Questa squadra è fiera della compagna che ha accanto; è fiera di esserci, di viverla, di stringersi accanto a lei nel momento di crisi; di dare il proprio massimo contributo, senza risparmiarsi; di sacrificare il proprio IO per le compagne che ha accanto; di mettersi in difficoltà per non mettere in difficoltà. E’ ora di impiegare tutte noi stesse, a livello di impegno fisico, mentale e di unione; alla fine dei giochi è questo ciò che conta, senza aver paura di appiccicare al muro chi non ha voglia di lottare, poichè rimane la consapevolezza che tutte le altre sono autorizzate a farlo con me in un momento di indecisione. Da squadra cazzuta sopra ogni limite. Tranquillità per mettere a frutto la fatica che facciamo. Nessuna si è mai sentita superiore all’altra, ma parte di una bellissima squadra dove tutte sono sullo stesso piano, dove ognuna fa la sua parte, dove ognuna dà il suo contributo.. e per chi sente di non esprimersi al meglio in questo momento, per chi vorrebbe fare ma non può e non riesce, non deve lasciarsi prendere né dall’ansia né dal nervosismo; deve sapere che può contare su ognuna delle sue compagne, aspettando e cercando di fare quel “passo in più. Perchè in fondo, queste siamo noi, questa é la NOSTRA 1^DIVISIONE. Questo è il frutto di quello che abbiamo costruito INSIEME, e insieme non permetteremo a nessuno di portarcelo via.”

 

Martina (Capi), Claudia, Giulia, Caterina, Camilla, Sonia, Eleonora, Giulia, Ilaria, Rossella, Camilla, Valentina, Maria, Sara, Silvia, Irene.

 

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