1DF: Empoli Pallavolo – Olimpia Po.Li.Ri. 3/1

Parziali: 25-9/ 24-26/ 25-23/ 25-15.

 

Olimpia Po.Li.Ri: Ponzalli (K) (6), Ruvolo (4), Mula (1), Palaia (3), Donadel, Pratesi (10), Vagniluca (4), Galeotti (9), Rubino (6), Castellani, Calbi (L), Di Pede (L).

1°All.: Cavandoli

2°All.: Volpini

 

Penultima gara del girone di andata per la Prima divisione dell’Olimpia, ospite al palasport di Empoli. Giallo-nere che sapevamo sarebbero state un avversario ostico, data la notevole prestanza fisica sommata ad abilità tecniche da “work in progress”. Buone individualità, una regia se non eccellente quantomeno ordinata, presenza a muro, efficienza in attacco e in battuta vanno a caratterizzare questo giovane gruppo di atlete. Basta questo e forse molto meno per rispedire a casa con una sonora sconfitta un’Olimpia che in partita non entra mai, che in alcuni momenti decisivi non trova la volontà di reagire e sceglie di rinunciare. “Asfaltata” reale, c’è poco da dire su questo punto; interessante è arrivare a capire il perché e il come un gruppo di questo tipo, abituato a far fronte ad alcuni innegabili deficit (ad esempio quelli fisici) trovando e provando quel qualcosa in più, la scintilla decisiva, facendo quadrato, sia arrivato a collezionare un totale ora troppo alto di prestazioni negative. Primo set che vede scendere in campo la giovane Donadel in cabina di regia opposta a Rubino, Vagniluca-Pratesi coppia fissa in posto 4, Mula-Ruvolo al centro con DiPede libero. Castellani entra per Pratesi nel giro dietro. Cambio in corso per quanto riguarda il palleggio, con Palaia che va a sostituire Donadel da metà primo set. Donadel che forse subisce un po’ troppo la pressione della prima partenza da titolare, sommata al fatto che il ruolo che la contraddistingue, quello del palleggiatore, è il più difficile da sostenere; è da lì che il gioco nasce, cresce, si evolve, prende la direzione per la vittoria o per la sconfitta; il palleggiatore fa la partita, o meglio, la sceglie. Comunque sia conosciamo bene le capacità e le abilità di questa ragazza, che con calma, con pazienza e soprattutto con la bella determinazione che di certo non le manca, sono sicura verranno fuori senza se e senza ma! Il resto della squadra dal canto suo non vede boccino, o meglio, pallone. 25-9 per le padrone di casa, che ci mandano al cambio di campo con un 1-2 senza storia. Per chi gioca o ha giocato, sa che il momento del cambio di set, se perso male, è quello dove la squadra si stringe, ci si prende lo “shampoo” insieme per provare insieme a reagire. Pronte a ripartire, nel secondo vediamo in campo Palaia-Galeotti (migliore in campo insieme a Pratesi), Rubino-Pratesi, Ponzalli-Ruvolo, DiPede. Castellani gira dietro su Rubino. In generale la squadra a perdere non ci sta, barcolla ma non molla, colpo di reni o forse d’orgoglio, riagguanta il set, chiude 24-26 e riapre la partita. Terzo set: stessa formazione, con Vagniluca che andrà a prelevare Rubino in corso. Olimpia che parte male, 6-1 per la squadra di casa. Poi il recupero, vantaggio importante di 10-16; e lì bisogna mordere, avere fame, chiudere senza pietà. Invece all’Empoli viene permesso di risalire, di consolidare break su break, di arrivare a vincere 25-23. Non va bene. Emblematico è poi il quarto parziale infatti, dove Rubino, poi sostituita di nuovo da Galeotti, torna opposta e Vagniluca va a fare compagnia a Pratesi in posto 4. Castellani fa il giro dietro su Pratesi e Mula rientra al posto di Ponzalli. Non c’è molto da fare; sulla scia, sul corridoio, aperto nel set precedente l’Empoli affonda il colpo mortale e pone fine a questa debàcle con un netto 25-15. Bene. Visto il come, si può andare ad analizzare il perché è andata così. Allora innanzitutto la ricezione: il gioco parte da lì, non c’è dubbio. Gli scout parlano chiaro; considerando anche il buon livello della battuta empolese, le percentuali di rice rimangono nella media con 37% di + e # con 10 ace subiti, di cui 5 nel primo, devastante, set. La palla da giocare c’è, come c’è anche in difesa con un 84% di palloni tenuti vivi e giocabili (69% + e !). Rispetto ai nostri standard cala l’efficienza e la precisione in battuta, dove non solo non troviamo chi dovevamo tatticamente uccidere, ma abbassiamo dal 61% al 50%, commettendo inoltre troppi errori. L’Empoli riceve abbastanza agile quindi, serve i suoi attaccanti che a questo punto fanno quello che vogliono; 20 i punti causati dalle falle atomiche del nostro muro, sia per quanto riguarda i laterali che i centrali. Passano sulla direzione di rincorsa, a volte (6 punti ) sulla parallela, soprattutto quando trovano il muro basso con il palleggiatore di prima. Nonostante tutto comunque la difesa tiene botta, come già detto. Bassissima invece la nostra efficienza in attacco, con un 22% sulla soglia dell’imbarazzo. La pallavolo è tutta qui: tengono bene difesa e ricezione, ma la percentuale di palloni attaccabili è ridotta a percentuali ridicole; pecca inoltre la distribuzione, che vede serviti troppo poco alcuni giocatori, al centro in particolare, e che insiste troppo su altri, come i laterali, che spesso si trovano a dover correggere e rimediare con muro piazzato e difesa schierata. 22% lapalissiano. A questo punto gli avversari ricostruiscono facile e fanno quello che vogliono, aiutate dal fisico loro e dal demerito del nostro muro. Stesso discorso per la battuta; servizio non tattico, facilità di ricostruzione e palla a terra. Ci sono dei momenti in cui si è chiamati a fare quadrato; dei momenti in cui occorre guardarsi negli occhi, prendere il coraggio a due mani e dare tutto quello che si ha, e se non c’è si trova. Rinunciare, mollare, infastidirsi e lasciarsi prendere dal nervoso non serve a nessuno; il “dai forza” non serve a nessuno, se si dice e non si fa. Il momento non è facile, è inutile nasconderlo. Ma essere atleti significa cercare la soluzione quando chiunque altro si limiterebbe ad enunciare il problema; cambiare, svoltare, prendere la strada più difficile quando chiunque altro imposterebbe il pilota automatico; essere atleti significa mettersi in discussione ogni ora,ogni minuto, ogni istante passato sul campo e fuori; perchè non c’è evoluzione senza cambiamento. Detto questo, sono sicura che questo gruppo reagirà e ripartirà, mi auguro il più presto possibile! Appuntamento sabato prossimo al PalaRosai alle ore 18.00 per l’ultimo match dell’andata contro la compagine dell’Euroripoli. Tifosi, vi aspettiamo… FORZA OLIMPIA!!!

 

Irene Merilli

 

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